Anche quest’anno Selezione Birra di Rimini è stata una rassegna capace di offrire una visione sempre piu’ ampia sul movimento dei birrifici artigianali italiani. Qui ho avuto modo di conoscere Gabriele Tonon, patron del birrificio San Gabriel e, incuriosito dalle sue “creazioni”, ho deciso di andarlo a trovare nella sua terra per approfondire la sua conoscenza. Direzione Busco, frazione di Ponte di Piave, un piccolo comune in provincia di Treviso, luogo ricco di storia e tradizioni, con le sue “ville” ed Abbazie. Gabriele mi accoglie nella sua nuova sede operativa, un tipica masseria rurale ristrutturata circondata da campi di orzo coltivato, prevalentemente, come mi racconta, per la produzione della sua birra San Gabriel. Non facciamo in tempo a sederci che, inebriato forse dall’atmosfera, inizio subito a tempestarlo di domande. La prima (e forse la piu’ scontata!) è stata quella di sapere come è nata la sua passione per la birra, e così inizia a raccontarmi che da grande appassionato di “Sleddog” (corse con slitta trainata dai cani sulla neve) ha partecipato a molte gare internazionali ed a ben tre mondiali. Durante una di queste gare ha conosciuto un concorrente tedesco mastro birraio che gli ha trasmesso la passione ed i segreti del mestiere. Nel 1997 fonda una birreria assolutamente artigianale, proprio a ridosso dell’ antica Abbazia benedettina dove già nel medioevo si preparavano bevande medicate tra le quali, guarda un po’, anche la birra. Nella birreria introduce la lavorazione secondo il Reinheitsgebot, l’editto tedesco sulla purezza emanato in Baviera nel 1516 con lo scopo di garantire l’assoluta genuinità della bevanda dorata. Sempre alla ricerca di idee innovative per la valorizzazione del prodotto nel segno delle tradizioni della sua terra, nota che in antichi documenti dei monaci di Montecassino, fra i molti vegetali usati per insaporire la birra, spiccava la cicoria per la sua proprietà amaricante e digestiva. Nasce così l’idea di usare la cicoria nobile, vale a dire il radicchio rosso di Treviso, per creare una birra raffinatissima: “Ambra rossa”, che per il suo stile la potremmo definire una Marzen dal colore rosso rubino con delicati sentori caramellati e vegetali e retrogusto erbaceo. Tra le sue produzioni fisse ci sono anche una birra chiara, “Bionda”, una Hell fresca e beverina dal profumo di cereale e fieno con retrogusto equilibrato e rotondo ed una Weizen, la “Hefe-Weizen”, prodotta con il 50% di frumento dal tipico aroma di lieviti freschi e frutta, delicatamente speziata. Tra le birre stagionali brassate spiccano le speciali, create sempre con ingredienti autoctoni quali i fichi, le castagne e la zucca che però non ho avuto modo di degustare perchè in fase di maturazione. Tra un assaggio di formaggi (rigorosamente con radicchio) e una bevuta di Ambra rossa, la giornata volge, purtroppo, al termine. Saluto Gabriele che mi omaggia di alcuni suoi prodotti e ringraziandolo per la giornata trascorsa piena di aneddoti e storia mi rimetto in viaggio verso casa portando con me la personale soddisfazione che per fortuna esistono ancora birrai che legano la cultura birraia alla tradizione legata alla propria terra.

Andrea Drudi