Ancora una volta il Piemonte si conferma territorio di forte ispirazione brassicola. Sono andato a Lagnasco in provincia di Cuneo per incontrare Ivano Astesana, fondatore e mastro birrario del birrificio “della Granda”. Dopo aver sbagliato strada varie volte a causa di un navigatore non troppo aggiornato, arrivo a destinazione con circa un’ora di ritardo. “Oddio, chissà come sarà inca…to per il ritardo” penso, invece Ivano mi accoglie con una tranquillità che mi spiazza nel suo casale/laboratorio da poco ristrutturato.

Dopo tutte le scuse di rito, incominciamo a parlare della sua avventura.” Sono del ’74”,mi racconta,” e ho iniziato a “giocare” con l’idea di produrre della birra durante gli anni della laurea in biologia. Stiamo parlando della fine degli anni 90. Piozzo (dove è iniziata l’avventura del Baladin) non è distante da Lagnasco e il contagio della passione per la buona birra è stato facile. Sinceramente però in quel periodo e per gli anni successivi, dopo qualche prova in un paio di bidoni che mi ero procurato presso il panificio del paese, la passione per la birra è stata più da bevitore curioso che non da homebrewer complice anche un lavoro che mi faceva girare parecchio per l’Italia.Tutto è cambiato nel 2007, quell’anno ho lasciato il mio lavoro per sostituire mio papà nella conduzione dell’azienda agricola di famiglia qui a Lagnasco e in quel periodo, per riempire le giornate invernali (in cui in campagna non è che ci sia un gran da fare) ho ordinato un libro di Randy Mosher: Radical Brewing. Ho iniziato a far birra e non ho più smesso. Quando in azienda si è reso disponibile un piccolo capannone da ristrutturare ho deciso di affiancare alla coltivazione dei campi l’avvio di una piccola produzione di birra artigianale. Ci sono voluti un paio d’anni per sistemare il capannone e installare l’impianto, e finalmente a settembre del 2011 il birrificio ha commercializzato la sua prima cotta. 

Le quattro tipologie su cui mi sto concentrando in questa fase iniziale del progetto, sono la “PassionAle” che è una birra stile “blanche” con una classica speziatura agrumata è note floreali dove ho aggiunto la segale alla miscela di malto e frumento per creare uno stile più personalizzato. Proseguiamo con la mia birra base,la “EssenziAle” che si può definire una Pale Ale discretamente luppolata e con una punta di malto monaco che le lascia un qualcosa di nocciola in bocca. Gran profumo di luppoli americani e un amaro rotondo e di facile beva perchè molt
o equilibrata, da bere a litri! Continuiamo con la “AbbaziAle” che è una birra ambrata di ispirazione trappista. Ero partito anni fa con una specie di clone della Chimay rossa e progressivamente mi sono spostato su un risultato piuttosto diverso, soprattutto perchè non potendo mettere le mani sul giusto zucchero candito e sul giusto lievito, cerco di ricreare con la miscela dei malti quella ricchezza di profumi e gusti tipica delle birre di questo stile. Un leggero dry hopping la rende unica nel panorama di queste birre. Per finire ho creato la “SpirituAle”, anche lei di riferimento trappista, la quale ricetta è sostanzialmente la stessa della precedente. L’unica differenza è che qui di malto caramellato ce n’è solo il minimo per sostenere la gradazione alcolica perchè non amo le birre che “sanno d’alcol”. Ricchi profumi di frutta gialla e spezie preannunciano una birra ricca e “forte”, ma mai difficile da bere perchè ha un azzeccato equilibrio di dolce/amaro e una secchezza piacevole, che ti fa desiderare sempre un altro sorso.”

 

Con il palato ancora in festa saluto Ivano ringraziandolo per il tempo che mi ha dedicato, anche perchè la sera della mia visita daveva inaugurare il suo pub, in Piazzetta dei Mondagli 8 a Saluzzo!

 

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